Creare una startup di successo. Unicredit Start Lab a Bari

Platea Hub Bari Workshop Startup Club Unicredit

Grande partecipazione e grande interesse per il primo workshop organizzato da Startup Club in collaborazione con Unicredit Start Lab – il programma di accelerazione dell’importante gruppo bancario italiano – a Bari, presso l’Impact Hub, lo spazio di co-working barese già protagonista dello Startup Weekend.

Una sala gremita, popolata in prevalenza da giovani curiosi di scoprire alcuni degli strumenti più utili per creare una startup di successo, capace di scalare a livello mondiale, e soprattutto i requisiti per entrare fra le “magnifiche 12” del programma di accelerazione Unicredit Start Lab.

Dall’Idea al Mercato, come trovare idee vincenti

Idea e MercatoLa prima parte del workshop è stata dedicata alle Idee. Come si trovano le idee vincenti per una startup? Quando un’idea è davvero “buona”? Partire dall’Idea o dal Problema?

Queste alcune delle domande alle quali il presidente di Startup Club, Stefano Narducci, ha cercato di dare una risposta, offrendo alcuni spunti al pubblico presente. Le idee, come ognuno di noi sa per esperienza diretta, nascono in svariati modi e in svariati luoghi.

L’ingrediente capace di trasformare una “buona idea” in “idea vincente” è sempre il mercato. Senza un mercato e una clientela abbastanza ampia da soddisfare le idee non potranno mai trasformarsi in business profittevoli. L’idea rappresenta sempre la soluzione ad un problema o, quantomeno, ad un bisogno diffuso e non adeguatamente soddisfatto.

Si sono poi analizzate alcune delle componenti che si trovano in gran parte delle startup di successo: formazione, competenze, passione e team.

Difficilmente potrà essere presa in seria considerazione un’idea proposta da chi non abbia nessuna competenza nel settore di riferimento se non proprio una passione capace di trasformarsi in business, perchè egli non sarà in grado di affrontare e risolvere al meglio i problemi che man mano si presenteranno nel tortuoso percorso che porta alla realizzazione di un business profittevole.

Altra componente spesso trascurata è il team. Una squadra ben assortita ed equilibrata è un vero valore aggiunto per una startup, soprattutto quando le competenze tecniche e manageriali sono solide e capaci di dialogare alla perfezione fra loro.

L’importanza del team è stata successivamente ribadita da Antonio Riccio di Unicredit, che ha evidenziato come anche la valutazione di Unicredit Start Lab assegni a questa voce un valore molto alto.

I modelli semplificati per presentarsi agli investitori

Maurizio-BusinessPlanE’ stata poi la volta di Maurizio Maraglino, presidente dell’Unione dei Giovani Dottori Commercialisti di Taranto e di Puglia Startup, che ha dedicato il suo intervento ai modelli semplificati utilizzati dalle startup per presentarsi agli investitori.

Il Business Plan è importante per una startup? Come si costruisce il Business Model? E il Pitch, che cos’è e come si fa a renderlo “attraente” per un investitore?

Un’altra serie di domande a cui dare risposta. Ebbene il Business Plan, documento tanto bistrattato dalle startup, perchè diretto a realizzare previsioni e proiezioni di business a tre anni, rimane comunque un elemento fondamentale per ogni iniziativa imprenditoriale, per cui anche le startup non potranno fare a meno di redigerlo!

Certamente si tratta di un esercizio utile soprattutto per chiarirsi le idee e buttare giù un po’ di numeri, pur sapendo che se si opera in settori altamente innovativi, pur cercando la comparazione con altre imprese simili, non si avranno mai parametri del tutto adeguati allo scopo.

Ma val la pena farlo e, come precisato da Antonio Riccio di Unicredit, imparare a farlo “in casa”, proprio perchè i numeri devono essere sviluppati e validati all’interno del team proponente, magari inserendo un membro esperto nello stesso, che sia quindi in grado di compilarlo con le dovute cognizioni tecniche.

Il Business Model Canvas è stato anch’esso protagonista della serata. Il modello visuale nato dall’intuizione di Alexander Osterwalder rappresenta oggi uno strumento utilissimo per le startup ma anche per innovare qualsiasi impresa già sul mercato.

Strutturato in 9 sezioni, è studiato appositamente per favorire la creatività e l’interazione nella sua costruzione, per giungere ad una soluzione in grado di reggere l’impatto con il mercato di riferimento,  sempre aperta a cambiamenti anche rapidi.

Infine il Pitch, parola ormai entrata nel gergo degli “startupper” soprattutto per le varie competition e i contest sparsi per l’Italia e il mondo, dove si va a “pitchare”.

Come ha spiegato Maurizio Maraglino si tratta di una presentazione, in genere veloce e persuasiva (poche slide e massimo due minuti a disposizione in genere) per mostrare a potenziali investitori la propria idea di business, evidenziandone gli aspetti chiave in modo visuale e con concetti sintetici ed esaustivi allo stesso tempo.

Il Crowdfunding, la rivoluzione finanziaria dei nostri tempi

Marcella-CrowdfundingE’ toccato poi a Marcella Loporchio chiudere il cerchio attorno agli strumenti indispensabili per una startup di successo parlando di crowdfunding. Una parola ormai entrata nel vocabolario mondiale della finanza, anche grazie alla vision di alcune startup, come Kickstarter e Indiegogo, che sono state premonitrici di un cambiamento epocale agli albori della crisi finanziaria ed economica che ha colpito il mondo nel 2007.

Il crowdfunding consente infatti a chiunque di proporre il proprio progetto, non solo di startup, ma anche con finalità magari sociali o culturali, con l’obiettivo di raccogliere i fondi necessari attraverso la Rete, magari ricompensando i donanti con gadget o altre forme di ringraziamento che servono ad incentivare il meccanismo del dono e della condivisione che ne è la base forte.

Ma non basta mettere su un bel progetto per ottenere una montagna di soldi, come spesso accade sui siti di crowdfuding più famosi al mondo. Occorre avere una community di partenza che sostenga da subito il progetto, rendendolo “sexy” agli occhi della piattaforma e degli suoi frequentatori, innescando quel fantastico meccanismo di condivisione e di viralità che porta al successo delle campagne.

La “guest star” della serata, Antonio Riccio, svela i segreti di Unicredit Start Lab

Unicredit Start Lab, il programma di accelerazione di Unicredit, partner della serata, è stato il protagonista finale.

Antonio Riccio, Stakeholder & Territorial Development dell’importante gruppo bancario internazionale, ha spiegato che cos’è e come funziona questo programma di accelerazione riservato alle 12 migliori startup selezionate al termine della call, che chiuderà il 30 aprile prossimo.

Quattro i segmenti a cui si rivolge: Life Science, ICT/Web/Digital, Clean Tech e Innovative Made in Italy. Possono partecipare le startup costituite da non più di 4 anni, ma anche quelle non ancora costituite.

Il programma prevede un grant da 10k per le 4 startup migliori e un percorso di accelerazione realizzato in collaborazione con partner di primo piano, che consiste nel mentoring, nella formazione avanzata a vantaggio dei proponenti e nelle connections che gli stessi potranno ricevere.

Inoltre, le migliori idee potranno anche essere cofinanziate da Unicredit e da importanti Fondi di VC italiani, ottenendo gli investimenti necessari a garantirne la crescita e la scalabilità.

Chi vuole candidarsi a Unicredit Start Lab ha una chanche in più grazie alla collaborazione fra Unicredit e Startup Club, che garantirà alle startup pugliesi il necessario mentoring per perfezionare e affinare i progetti prima del loro inserimento nella piattaforma dedicata, per portare anche la Puglia fra le “Best 12”!

Per ricevere il supporto di Startup Club basta contattare l’associazione scrivendo a info@startupclub.it.

Foto del profilo di Stefano Narducci
Avvocato d’impresa. Si occupa prevalentemente delle problematiche legali del mondo business, con competenze multidisciplinari soprattutto in ambito digitale e web. Esperto di Startup, Crowdfunding, Contrattualistica e Diritto Digitale. Nel 2015 ha conseguito il titolo di “Specialist in Start Up d’impresa” presso l’Ordine dei Dottori Commercialisti di Napoli.
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